Brigitte Bardot (28 settembre 1934-28 dicembre 2025)
Affidiamo a un ottimo redazionale de Il Post (https://www.ilpost.it/2025/12/28/brigitte-bardot-morta/) il necrologio su Brigitte Bardot, la cui fama è stata, si direbbe, inversamente proporzionale alle sue qualità di attrice, e soprattutto alla qualità dei film cui partecipò nel corso della sua breve carriera, sostanzialmente evanida sino dagli anni Settanta, ormai mezzo secolo fa. Si aggiunge in calce all’articolo una filmografia selezionata, a fronte di una cinquantina di apparizioni complessive.
È morta Brigitte Bardot, una delle attrici più celebri della storia del cinema, riferimento di stile e cantante di successo. Conosciuta anche semplicemente con le sue iniziali, B.B., Bardot rappresentò un ideale di bellezza e sensualità inedita per gli anni Cinquanta e Sessanta, e nella cultura popolare del tempo ebbe un impatto paragonabile solo a quello di attrici come Sophia Loren e Marilyn Monroe.
Tra le interpretazioni più riuscite e ricordate di Bardot ci sono quelle in Piace a troppi (noto anche come E Dio creò la donna), Il disprezzo e La verità. Anche se non recitava più dai primi anni Settanta, nell’ultimo mezzo secolo si era continuato a parlare di lei un po’ per il suo impegno per i diritti degli animali e un po’ per certe posizioni controverse. Nell’immaginario collettivo d’altra parte Bardot è sempre stata vista come una diva diversa da tutte le altre: più estroversa, dissacrante e “scandalosa”, sempre pronta a ostentare opinioni contrarie alla morale comune.
Nel 1960 Bardot recitò in La verità di Henri-Georges Clouzot, che in Francia fu un grande successo e venne candidato come miglior film straniero agli Oscar, mentre due anni dopo recitò con Marcello Mastroianni in Vita privata di Louis Malle. Un altro regista che contribuì alla sua consacrazione fu Jean-Luc Godard, che la volle come protagonista del film Il disprezzo (1963), che esaltò non solo la sua bellezza, ma anche le sue doti di attrice drammatica. Già in quel periodo alla carriera da attrice affiancò quella da cantante, collaborando soprattutto con il paroliere Serge Gainsbourg. Il loro album più famoso fu Bonnie and Clyde, pubblicato nel 1968.
A differenza di altre attrici del suo tempo, come Gina Lollobrigida e Sophia Loren, Bardot non veniva dalla classe operaia. Nacque il 28 settembre del 1934 in una famiglia agiata e cattolica di Parigi, crebbe in un appartamento di lusso non distante dalla Torre Eiffel e a 13 anni cominciò a studiare danza classica. La sua vita cambiò nel maggio del 1949 quando, a 14 anni, posò per la rivista Elle: fu notata da Roger Vadim, che allora era un aspirante regista, ne restò impressionato e la convinse a diventare attrice.
Bardot si sposò altre tre volte: con l’attore Jacques Charrier, da cui ebbe un figlio; con il milionario tedesco Gunter Sachs, da cui divorziò nel 1969; e infine con l’imprenditore Bernard d’Ormale, molto vicino al partito dell’estrema destra francese di Marine Le Pen, con cui rimase fino alla morte. Dopo aver lasciato il cinema continuò a vivere nella sua villa di Saint-Tropez, e si ritirò quasi completamente dalla vita pubblica.
Dagli anni Ottanta di lei si è parlato soprattutto per la sua fondazione per i diritti degli animali, per le simpatie per l’estrema destra francese e per alcune uscite omofobe e critiche dell’Islam. Bardot comunque non nascose mai di essere una conservatrice, e lontana anche dalle istanze femministe. Lo scorso maggio in una delle sue rare interviste aveva difeso il noto attore francese Gérard Depardieu, poi condannato per aggressione sessuale, e in precedenza aveva criticato anche il movimento #MeToo.
- Piace a troppi Et Dieu… créa la femme), regia di R. Vadim(1956)
- La ragazza del peccato (En cas de malheur), regia di C. Autant-Lara (1958)
- La verità (La vérité), regia di H.-G. Clouzot (1960)
- Vita privata (Vie privée), regia di L. Malle (1962)
- Il disprezzo (Le mépris), regia di J.-L. Godard (1963)
- Una adorabile idiota (Une ravissante idiote), regia di E. Molinaro (1963)
- Una donna come me (Don Juan ou Si Don Juan était une femme…), regia di R. Vadim (1973)
