Oroscopo, vaticinii, futuro
Profezia o presagio che sia, immancabile come la pioggia al primo appuntamento con una ragazza, con la fine dell’anno, ritorna l’oroscopo. Un tempo si andava all’Oracolo di Delfi. Socrate ebbe un responso, insieme, esaltante e preoccupante. «Chi è il più sapiente degli uomini?». «Sei tu, oh Socrate, perché sai di non sapere». Più tardi, l’Apocalisse di Giovanni descrisse sette trombe che affliggeranno mare e terra, fiumi e laghi. Fra i «profeti di sventura», il più famoso è Nostradamus; il suo pronostico prevedeva l’avvento di un «grande cane» e (immancabile in tutte le previsioni più o meno funeste), la fine del mondo – precisamente nel 1999. Interessante quella relativa alla scarsità di carta igienica, nel 1979, individuata in California. In tempi a noi più vicini, ci ha provato anche il cantautore americano Leonard Cohen. Nella canzone The Future ha annunciato: Vedremo forte e chiaro nella nostra civiltà/La privacy tra poco esploderà/Ci saranno fuochi accesi nella via/E un bianco ballerino/Vedrai una donna appesa a testa in giù/La faccia quasi non si riconosce più’/E giovani poeti tutti intorno/Fare il verso all’assassino.
Domani finisce questo 2025. Cosa ci riserverà The Future? Naturalmente, gli oroscopi non sono scienza. Ma la comunità no-vax, gli aderenti alle teorie paranoiche del complotto e i terrapiattisti esistono… È ovvio che per un terrapiattista – è giusto dirlo – Niccolò Copernico e Galileo Galilei sono in torto; che la Terra sia o meno un ellissoide di rotazione (o sia piatta con due blocchi di ghiaccio ai due lati), il cielo (e le stelle, e le costellazioni, e gli oroscopi) possono ben essere veritieri. Un giorno, al termine di una conferenza tenuta da Bertrand Russell sulla descrizione del cosmo, un’anziana signora che stava tra il pubblico si alzò in piedi e obiettò con veemenza: «Ci ha raccontato un mucchio di frottole. La Terra, in realtà, è un disco piatto che poggia sul dorso di una gigantesca tartaruga». Russell le diede corda e si lasciò sfuggire un sorriso di superiorità prima di ribattere: «Ah, e su cosa poggia la tartaruga?».«Lei è molto intelligente, giovanotto, davvero molto», rispose con naturalezza la vecchia signora, «ma è evidente che ogni tartaruga poggia su un’altra tartaruga! Da lì in giù sono tutte tartarughe!».
Tartarughe o cani grandi o trombe, oggi, a fine anno: siamo tutti alle prese con i profeti e le profezie. Ariete? Toro? Scorpione? Per l’oroscopo cinese puoi nascere anche nel segno della Capra. Chiedere alle stelle il (proprio) futuro non vuole immediatamente dire interrogare gli astri sul futuro dell’umanità. Finirà la guerra di Ucraina? Il campo largo esiste? Il tg1 esiste? Il governo Meloni andrà in crisi? Trump risolverà la sua centoquattresima guerra? Lo sanno le stelle; ma agli italiani interessano cose molto più spicciole e concrete. Soldi, amore, salute, lavoro.
Un altro punto importante è la contraddizione (palese) tra un mondo dominato da una tecnocrazia (che si basa sulla scienza moderna) e l’attribuzione di un qualche significato (una volta si diceva: «il senso della vita») al rapporto tra una costellazione e quello che il compianto Remo Bodei chiamava un «destino personale». Ariete, Toro e Capricorno tutto possono fare (essendo composte di stelle, in genere, le costellazioni sono fatte di gas che nello stesso tempo illuminano e producono energia) meno che interessarsi se Giacomo troverà o meno l’anima gemella nel 2026. A meno che…
A meno che non si sappia che le stelle producono il carbonio del quale sono fatti gli stessi esseri viventi. Per cui ne sorge una questione interessante: essendo noi Figli delle stelle (l’epistemologo Alan Sorrenti questo lo sapeva) ne deriva che il nostro carbonio possiede un «destino astrale». Ma gli anitichi inventori degli oroscopi erano, davvero, a conoscenza di tutto questo? In definitiva questo 2026, secondo gli oroscopi (mi sono informato), sarà l’anno del Leone. Infatti ce n’è uno al soglio pontificio. Dunque un anno ecumenico, papalino, sacrale ed ecclesiastico. Fra le caratteristiche del segno del Leone vi sono: leadership, coraggio e un forte bisogno di essere al centro dell’attenzione. Ma fra quelle negative vi sono: orgoglio, testardaggine, arroganza e vanità. Insomma, ce n’è per tutti gusti!
E ogni Leone potrebbe, benissimo, rientrare in tali caratteristiche, dimostrando che il proprio oroscopo era giusto, che era vero. Ci affidiamo, dunque, agli oroscopi, come Friedrich Nietzsche al profeta Zarathustra. Quest’ultimo vaticinava l’avvento del Superuomo e dell’eterno ritorno dell’uguale. Noi rivivremo ogni attimo della nostra vita (anche questo) in eterno, e nella stessa maniera, e senza possibilità di uscire fuori da questo cerchio. Questo vuol dire che io, in eterno, dovrò vedere Affari tuoi, ogni giorno, alle 20.40?
