17 Luglio 2026
Words

Finale mondiale: Barcellona vs. Barcellona

di Carlos Ansò
È il trionfo assoluto della scuola calcistica del Barcellona.
Nella rosa spagnola ci sono otto giocatori del Barça, tutti usciti da La Masia. I tifosi del Madrid sono arrabbiati perché non c’è nessuno della loro squadra. Ma il Real non fa altro che comprare i migliori da fuori, gente come Mbappé, Bellingham, Tchouaméni, Vinicius… E poi, paradosso fra i paradossi, l’unico acquisto che ha fatto il suo presidente a mondiali iniziati è quel delizioso capelluto di Cucurella, formatosi anche lui nella odiata Masía. Una resa?
I commentatori madrilisti che hanno commentato le partite del mondiale hanno remato sistematicamente contro la selezione spagnola; hanno sempre tifato per Cristiano Ronaldo, Vinícius, Mbappé e, ultimo sopravvissuto della loro squadra miliardaria, Bellingham, caduto ieri sotto i colpi della stramaledetta e solita pulce. Col risultato che ora si trovano a dover commentare una finale mondiale in questa situazione: da una parte l’Argentina di Lionel Messi, che altro non è che la figura più emblematica venuta fuori da La Masia, un giovanissimo giocatore pieno di talento che si è formato ed è diventato il primo giocatore al mondo in compagnia della gloriosa generazione dei Xabi, Iniesta, Busquets, Piqué, Fábregas…. Dall’altra la nuova generazione dei diciannovenni come Cubarsì e Yamal, insieme a Olmo, Gavi e compagnia bella, tutti allevati nella stessa scuola.
Insomma, dopo che non hanno convocato nessun giocatorone del Real, nella finale del mondiale di calcio, si troveranno a sfidarsi l’Argentina, con l’incarnazione del passato glorioso del Barcellona al comando, contro il brillante presente del Barcellona. È bellissimo!
Sarà la celebrazione del gioco di squadra, del calcio combinatorio fra gli attuali campioni del mondo e dell’America, contro la Roja, una selezione nazionale con l’impronta della Masía, che a sua volta ha vinto gli europei e da 37 partite non perde una gara.
E in più c’è che Scaloni, l’allenatore della nazionale argentina, non solo vive a Mallorca, ma è stato allievo di De La Fuente, l’allenatore degli iberici. Insomma, una festa dell’amicizia in salsa spagnola dove chiunque vincerà lo avrà fatto in grande misura partendo ed esaltando il sistema calcistico del Barcellona; una società che, non lo dimentichiamo, è la stessa che ha dato al mondo di questo sport un allenatore come Luis Enrique, che ha vinto le due ultime Champions di fila, o come Pep Guardiola nientedimeno.
La finale mondiale quindi sarà un Barcellona contro Barcellona. Peccato soltanto che una delle due squadre dovrà piangere mentre l’altra gioisce. Ma così è il calcio.