9 Settembre 2026
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Sinistra: il tempo perduto

Al Testaccio di Roma la terza festa nazionale di AVS ha visto riuniti i principali esponenti del campo largo. L’incontro ha costituito anche l’occasione della presa d’atto dei risultati delle recenti elezioni in Sassonia. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno rivendicato l’abbandono di tatticismi e strategie diversificate, per realizzare un accordo ormai raggiunto – dicono – che tiene assieme tutte le forze del centrosinistra. Conte ha fatto riferimento alla necessità di individuare «un programma realmente progressista» ai fini di togliere «spazio ai nazionalisti». L’impressione è che, prima di passare ai gazebo delle primarie, ci sia la necessità di una severa analisi e diagnosi del presente. Soltanto Nicola Fratoianni, con una metafora, è sembrato andare verso questa direzione, dicendo: «occorre svuotare l’acqua in cui nuotano tutti i fascisti continentali». Per farlo però è necessario avere a disposizione tutti gli strumenti diagnostici adeguati, ed effettuare tutte le verifiche del caso. Un’onda nera sta attraversando l’Europa. In Italia, Vannacci è protagonista di una progressione continua nei sondaggi che non ha equivalenti nella storia repubblicana.

A fronte di questi dati, le cause e le conseguenze di tale fenomeno dovrebbero essere accertate nel miglior modo possibile. Un tempo questo compito era riservato al cosiddettoruolo dell’intellettuale. Probabilmente oggi, essendo io realista e la politica quel che è, tale ruolo verrà demandato a chatgpt…

La questione, una volta intercettate le motivazioni che stanno alla base di tale fenomeno politico, sarà quella di individuarne le contromisure. Se uno dei fattori determinanti dell’orientamento verso la destra estrema sembra essere quello della richiesta di sicurezza, il centrosinistra dovrebbe restituire un’offerta politica bicefala. Una delle due teste dovrebbe guardare alla concezione del mondo insita nel mondo progressista. L’altra, a far rientrare questa richiesta di sicurezza all’interno di questa stessa concezione. Una volta fatto ciò, non è affatto detto che l’offerta politica del centrosinistra intorno a questo tema possa essere necessariamente preferita dagli elettori a quella della destra. Occorrerebbe rendere coolquesta proposta: appetibile, interessante, convincente. E questo è un tema della “ingegneria mediatica” che sta sempre intorno ai partiti. Ecco che si proporrà, allora, la questione della leadership. In definitiva, per contrastare questa lunga onda nera sarebbe necessario, addirittura, quello che nella vecchia Unione Sovietica si chiamava l’Apparato. Ma gli apparati locali che creano consenso e fanno opera di convincimento sul territorio non ci sono più. E l’unico apparato presente è quello di chi ingolfa le poltrone delle istituzioni, mentre per strada con gli elettori non c’è rimasto nessuno…

Gianfranco Cordì

Gianfranco Cordì (Locri, 1970), ha scritto dodici libri. E' dottore di ricerca in filosofia politica e giornalista pubblicista. Dirige la collana di testi filosofici "Erremme" per la casa Editrice Disoblio Edizioni. Dirige le tavole rotonde di filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria.