4 Novembre 2026
Movie

Jon Ossoff, volto nuovo dei democratici e produttore cinematografico

Se ne parla come de “il nuovo Obama” o come “Obama bianco”, fatto sta che Jon Ossoff, era tra i rari se non l’unico senatore uscente che doveva confrontarsi con uno stato come la Georgia che nelle presidenziali aveva visto la affermazione di Trump. Ha vinto nettamente, il trentanovenne, con una capacità comunicativa e un modo di porsi che molti attribuiscono anche alle sue competenze professionali di produttore di documentarismo cinematografico. E già lo si vede, come ci dicono le cronache e i commenti di queste prime ore post Mid-Term, come potenziale candidato democratico alla nomination nel 2028.
Ma in questa rubrica ci interessa la specificità e l’estrazione di uomo di cinema, profilo ben diverso da quello più tipico del laureato in giurisprudenza e avvocato, di politico per tradizione familiare, di finanziere. E non più giovane. Ci è presa la curiosità e il padre è di origine ebraica russo-lituana, titolare di una piccola casa editrice ad Atlanta. Speriamo che la influenza di Ossoff incida da subito e positivamente sulle sorti dell’Ucraina e nel ripristino di rapporti migliori con l’Europa.
Ossoff è un manager e produttore di documentari d’inchiesta, nazionali e internazionali (anche per conto di Al Jazeera), che già nel 2013 aveva preso la guida della Insight TWI, britannica casa specializzata in inchieste che diventa presto una sorta di Report in versione meno provinciale. Sotto la sua gestione, la società si trasforma in una fucina di storie scomode e pericolose. Finanzia indagini su regimi corrotti crimini di guerra, traffico di esseri umani in ogni parte del mondo, . Esempi di documentari di ispirazione ossofiana:

– Africa Investigates, sulla corruzione nel continente africano; – Living with Ebola, sulle frodi sanitarie in Africa; – Sing, Freetown, sul viaggio di un giornalista e di un regista teatrale nella Sierra Leone del post-guerra civile – Stacey Dooley Investigates, una serie di inchieste televisive dedicate al pubblico occidentali, ad alto impatto emotivo.

Gli analisti politici e gli specialisti di comunicazione ci dicono che quando parla in pubblico Jon Ossoff sceglie di farsi riprendere da angolazioni che ne rivelino gli aspetti migliori del look e delle movenze, che conserva il ritmo e lo sguardo del cinema. Da tenere sotto osservazione per le prossime presidenziali, ora che il grande gioco comincia, dopo le Mid-Term. È una anima moderata dei democratici, ed è ebreo. E sarà interessante vedere se l’ostilità antiisraeliana (e antiebraica) in settori dominari dall’anima Propal dei democratici lo valorizzeranno.

Giovanni A. Cecconi

Professore di storia romana e di altri insegnamenti di antichistica all'università di Firenze. Da sempre appassionato di cinema, è da molti anni attivo come blogger su alleo.it per recensioni, riflessioni, schede informative, e ricordi di attori e registi. È stato collaboratore di Agenzia Radicale online e di Blog Taormina. Ama il calcio, si occupa di politica e gioca a scacchi, praticati (un tempo lontano) a livello agonistico, col titolo di Maestro FIDE.