27 Agosto 2026
Words

Sinistra al bivio

“Il woke e la lezione degli anni ’70”, articolo di Luigi Manconi, apparso sul quotidiano Repubblica, tende a mettere ordine. «La sinistra non ha saputo realizzare lotte adeguate né sul terreno dei diritti civili né su quello dei diritti sociali». «L’accesso ai diritti civili è indissolubilmente legato a quelli economico-sociali». «C’è stata una stagione dell’Italia repubblicana nella quale la mobilitazione per le libertà soggettive e quella per le libertà economico-sociali sono andate di pari passo integrandosi virtuosamente».

Manconi è un olista particolare. Riconosce al woke quello che è del woke e riconosce alle grandi lotte materiali (lo Statuto dei lavoratori (…), la soppressione delle gabbie salariali) l’importanza che esse hanno storicamente avuto. L’integrazione civile-sociale (che è un altro modo per dire: privato-pubblico, particolare-universale o corpo-anima, come lo stesso Manconi dichiara) lascia dietro di sé i diritti politici, e per questo fatto Luigi Manconi si manifesta come una specie di olista parziale…

Ma il punto non è questo. La lezione degli anni ’70 vorrebbe essere proprio quella della conciliazione tra postmodernismo e nuovo realismo. Le tematiche del corpo sono uno degli argomenti cardine di Michel Foucault, per esempio. Mentre nell’anima – come scrive Maurizio Ferraris in Anima e iPad: «non si tratta di vedere (…) qualcosa di volatile e di separato dalla materia, ma piuttosto di concepirla come il risultato di iscrizioni e registrazioni, dentro e fuori di noi».

In Eraclito di Efeso i contrari erano conciliati nel grande mare del divenire. In questo senso Manconi parla di un insieme di diritti civili indissolubilmente legato a quelli sociali. Quella che emerge da questa brillante considerazione di Manconi è la dimensione (determinante) del tempo.

Viene da chiedersi tre cose:

1) Oggi è tempo di «diritti civili» o di «diritti sociali»? 2) È tempo di una loro «integrazione»? 3) Potrebbe essere tempo di portare alla ribalta, addirittura, i «diritti politici»?

Ogni stagione ha i suoi diritti o la sua sovrapposizione di diritti. Se stiamo iniziando a storicizzare la stagione della sinistra-woke, allora vuol dire che ci troviamo in un’altra stagione. Questa è, in sostanza, la domanda cruciale e definitiva. Ci troviamo veramente in un’altra stagione rispetto agli anni Dieci di questo secolo? E se sì, quali ne sono le caratteristiche? E quale sinistra è necessaria per comprendere/cambiare questo nostro «innominabile attuale» (come recitava il titolo di un libro di Roberto Calasso)? Abbandonare gli argomenti del woke per abbracciare temi più strutturali oppure una loro qualche integrazione, presuppone una scelta di campo precisa. La nottola di Minerva spicca il suo volo solo sul far del tramonto; ma, adesso, ci troviamo davvero sul far del tramonto?

Gianfranco Cordì

Gianfranco Cordì (Locri, 1970), ha scritto dodici libri. E' dottore di ricerca in filosofia politica e giornalista pubblicista. Dirige la collana di testi filosofici "Erremme" per la casa Editrice Disoblio Edizioni. Dirige le tavole rotonde di filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria.