21 Aprile 2026
Movie

“Cinque secondi” (di P. Virzí, ITA 2025)

Adriano Sereni (Valerio Mastrandrea) è un ex-avvocato solitario e scontroso, abita nelle stalle di una villa aristocratica abbandonata, in Toscana,  “Villa Guelfi”, non intende in alcun modo staccarsi dal suo isolamento, dal suo stile di vita abbrutito, non ha che labilissimi contatti col mondo. Il lutto della perdita di una figlia disabile (richiamato in una bella sequenza flash-back nell’ultima parte) spiega questa scelta, che viene disturbata dall’arrivo di un gruppo di ventenni impegnati nella rimessa a coltura di un vigneto secco, prospiciente la villa e anzi parte della proprietà. Adriano li spia, protesta, cerca di allontanarli. Tra questi giovani, rappresentati come idealisti e positivi, ma assai fastidiosamente fricchettoni per chi scrive, si distingue Matilde (Galatea Bellugi, interprete anche di Tre ciotole, qui recensito nel marzo scorso) che fa loro da coordinatrice e guida, facendo leva anche sul fatto di essere figlia degli ex-proprietari del complesso, di conoscere il luogo. Piano piano si crea un rapporto positivo tra Matilde e Adriano, soprattutto grazie all’iniziativa e all’insistenza di Matilde. La ragazza è incinta e questa condizione finisce col suscitare l’attenzione e la sollecitudine dell’uomo, che anche grazie a questo incontro, con lei e i suoi amici, riscopre sensi di amore paterno, si riapre alla socialità.
Il titolo è legato a un brevissimo momento di incertezza, altamente drammatizzato sull’asse distrazione/liberazione dal vivere, che avrebbe causato la morte per annegamento della figlia di Adriano.
Film sul riscatto individuale, sui sensi di colpa e sulla solidarietà, Virzí gioca a lungo anche sulla suspense creata nello spettatore non mettendolo per una buona parte della vicenda al corrente delle ragioni della vita scelta da Adriano, la sua tragedia personale, la pena che sembra essersi autoinflitto.

Ottima l’interpretazione dei protagonisti, tra i quali anche Valeria Bruni Tedeschi nei panni (sono proprio i suoi!) di una collega di Adriano, vitalissima e decisa a scuoterlo. Mastrandrea a suo agio in un ruolo che, a ben vedere, non si discosta più di tanto da molti altri: sofferente, cupo, umano. Un Virzí maturo li dirige bene, conferma le sue qualità registiche anche nella diversità del piano tematico qui individuato. Anche se non tutto in questo lungometraggio funziona, in particolare i primi quindici minuti di scene ambientate nel cascinale a partire da quando vi arriva il gruppo dei giovani. Un certo sentimentalismo affettato. Impossibile, per chi scrive e lo ama da 45 anni, non apprezzare la musica del grande Nick Drake in sottofondo.

Voto: 7.5

 

 

 

Giovanni A. Cecconi

Professore di storia romana e di altri insegnamenti di antichistica all'università di Firenze. Da sempre appassionato di cinema, è da molti anni attivo come blogger su alleo.it per recensioni, riflessioni, schede informative, e ricordi di attori e registi. È stato collaboratore di Agenzia Radicale online e di Blog Taormina. Ama il calcio, si occupa di politica e gioca a scacchi, praticati (un tempo lontano) a livello agonistico, col titolo di Maestro FIDE.