22 Ottobre 2026
Words

Feed triste

«Vediamo che la mente può patire grandi cambiamenti e passare ora a una maggiore ora invece a una minore perfezione. Tali passioni ci spiegano gli affetti della gioia e della tristezza. Per gioia d’ora in poi intenderò la passione per la quale la mente passa a una perfezione maggiore. Per tristezza, invece, la passione per la quale la stessa passa a una perfezione minore».
Il cosplayer non è una maschera. E Milano e Torino devastate, non sono la Venezia settecentesca di Giacomo Casanova. Più che altro, il rischio è quello di interpretare le violenze e i saccheggi di questi giorni come manifestazioni di una certa cultura pop; altro che il «Ridotto» nel quale il celebre avventuriero si mascherava per giocare a faraone…

Giorgiomaria Cornelio, su Repubblica, scrive: «Indossare posture, gesti, formule pescate nel flusso (dal “feed”) infinito del passato (…), senza ereditarne necessariamente un programma, senza aderire a un manifesto già scritto». Giovani in piazza, giovani per strada, giovani mascherati da Uomo Ragno… E Sergio Mattarella: «La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione». Francesco de Gregori, anni fa, cantava: «E menomale che c’è sempre uno che canta/e la tristezza ce la fa passare». Ma, stavolta, a cantare non è stato De Gregori. L’epoca delle passioni tristi ha, dunque, prodotto l’epoca delle vetrine infrante? Emergono (almeno) quattro questioni.
1) Questi giovani sono espressione di qualcosa, di qualcosa come una cultura, una koinè, di una «questione sociale» in atto?
2) La politica reagisce a colpi di decreti-sicurezza; ma si è trattato solo di una questione di sicurezza?
3) I giovani hanno avuto direttamente, o meno, un intento, in qualsiasi senso, politico?
4) Giorgio Colli, nello scrivere la sua Filosofia dell’espressione, ha affermato che «l’espressione è la sostanza del mondo».

I giovani, agendo in maniera violenta, si sono espressi male. La politica reagendo in maniera securitaria si è espressa bene? Insomma, è davvero troppo comodo fare come ha fatto l’economista americano Branko Milanovic, licenziando per la stampa un libro dal titolo Il nuovo disordine mondiale. Non servono analisi globali, né le «soluzioni biografiche a contraddizioni sistemiche», delle quali parlava il compianto sociologo Ulrich Beck. Siamo di fronte a un malessere? Siamo di fronte a eventi contingenti? No. «L’espressione è la sostanza del mondo». Né pop, né seduttori alla Casanova, né definibili, né frattali. Questi giovani sono l’espressione (e dunque, la sostanza del mondo) delle passioni tristi che ci circondano. Esattamente come i supermercati vuoti di questi giorni, come i blocchi degli autotrasportatori, come l’incapacità di far fronte ai danni ambientali dovuti ai cambiamenti climatici. Ma questi giovani non sono solo questo. Sono, appunto, giovani. E forse si rendono conto che questa è la prima volta nella storia repubblicana che i figli avranno meno opportunità dei loro padri. E che ci sono sei milioni di poveri in Italia e che altrettanti milioni hanno deciso di rinunciare volontariamente all’assistenza del sistema sanitario nazionale. Ma naturalmente, in quanto giovani, essi hanno Internet, la Rete, Instagram, Tik Tok, il feed. Da un lato, il digitale e dall’altro la tristezza. L’espressione che hanno manifestato i giovani, dunque, è quella di chi si sta lentamente rendendo conto che gli sta mancando l’aria.
Gli manca Casanova, la letteratura, il sogno, un tramonto mano nella mano con la propria fidanzata, la vista di una madre che allatta al seno un bambino, un’immagine analogica. «Meno male che c’è sempre uno che canta», si diceva. Oggi non canta più nessuno. Ci sono le parole, tante, inutili, sciocche, parole. Ci sono i fatti. Tanti violenti, perturbanti e contraddittori fatti. Manca la musica.

Gianfranco Cordì

Gianfranco Cordì (Locri, 1970), ha scritto dodici libri. E' dottore di ricerca in filosofia politica e giornalista pubblicista. Dirige la collana di testi filosofici "Erremme" per la casa Editrice Disoblio Edizioni. Dirige le tavole rotonde di filosofia del Centro Internazionale Scrittori della Calabria.