La 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
Ecco gli esiti finali. La giuria del concorso principale è stata presieduta dalla regista e attrice statunitense Maggie Gyllenhaal.
Il Palmarès Principale (Venezia 83)
Leone d’Oro per il miglior film: Woman Unknown (Evinde Ukendt) di May el-Toukhy (Danimarca)
Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria: Possible Love di Lee Chang-dong (Corea del Sud)
Leone d’Argento per la miglior regia: Ilya Khrzhanovsky per DAU (Germania/Francia/Svezia)
Coppa Volpi per la migliore attrice: Mathilde Arcel in Woman Unknown
Coppa Volpi per il miglior attore: John Malkovich in Wild Horse Nine.
Sebbene il concorso principale non abbia visto premiati italiani, nella sezione Orizzonti l’Italia ha trionfato grazie a Riccardo Scamarcio, che ha vinto il premio come miglior attore.
Il ritorno in concorso di Nanni Moretti a Venezia dopo ben 37 anni (l’ultima volta era stata nel 1989 con Palombella rossa) con Succederà questa notte aveva acceso fortissime aspettative. Tuttavia, l’opera è rimasta fuori dal palmarès a causa di precise dinamiche artistiche e di giuria.
a) Un’opera intima contro i drammi storici: il film, ispirato ai racconti di Eshkol Nevo e incentrato sulla travagliata storia d’amore tra i personaggi di Louis Garrel e Jasmine Trinca, rappresenta una virata marcatamente sentimentale, intima e lineare. Per quanto la critica ne abbia lodato la freschezza e la vitalità (definendola una “buona anomalia” nella filmografia recente del regista), la giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha mostrato una netta preferenza per narrazioni più crude, politiche o storicamente urgenti, come il thriller post-bellico danese Woman Unknown (Leone d’Oro).
b) Le barriere della recitazione “alla Moretti”:
Parte della critica internazionale ha evidenziato come la tipica direzione degli attori di Moretti — asciutta, volutamente priva di enfasi e quasi legnosa (particolarmente complessa per un attore francese come Garrel che recita in italiano) — possa risultare respingente o non pienamente decodificabile per una giuria internazionale priva della familiarità culturale con il tipico stile “morettiano”.
c) Il “cappotto” al cinema italiano: La mancata vittoria di Moretti si inserisce nel totale digiuno della selezione italiana nel concorso principale di questa edizione. Nonostante la presenza di cinque pellicole nazionali agguerrite, i giurati hanno preferito premiare un asse cinematografico nordeuropeo e asiatico, confermando lo storico e complesso rapporto di parziale “incomprensione” tra Moretti e il Lido rispetto ai fasti da lui vissuti a Cannes.
RINGRAZIO LA COLLEGA E MIA INVIATA Grazia Felicita Tenellini che ha seguito dal Lido tutto quanto. Non avrei potuto scrivere meglio, e con tante acute riflessioni.
Vorrei però aggiungere che la presidente della Giuria, una delle poche nobildonne americane (nel senso che l’aristocrazia”di sangue” non esiste negli USA, al massimo è di importazione), che tiene in modo partivolare a descrivere le sue origini nella notizia wikipedia, attrice da adolescente, ma poi laureata alla Columbia in religioni orientali….Un film intimista in effetti non fa per lei.
Mi ricorda Grazia Felicita: che la giuria da lei presieduta ha assegnato il Premio Speciale della Giuria a Naza, un documentario dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor focalizzato sulle uccisioni di civili palestinesi a Gaza da parte delle forze militari israeliane. [Naza…. Naza…. Pare un titolo in codice ma ha assonanze di phonè con Nazi.]. Nel maggio 2025, la figlia diciottenne di Maggie Gyllenhaal, Ramina Sarsgaard, è stata arrestata dalla polizia di New York durante le intense proteste studentesche pro-Palestina all’interno della Columbia University. Nonostante alcune proteste iniziali, sui giornali del campus l’attenzione contro la guerra di Putin è via via scemata, venendo quasi completamente monopolizzata dalle proteste per la Palestina.

